I servizi di sostegno alla genitorialità sono servizi diversi e flessibili che, in una logica di rete e di potenziamento dei servizi esistenti, intervengono in maniera specifica per promuovere il benessere dell’intero nucleo familiare, sostenendo la coppia e ogni singolo componente nella fase del ciclo di vita.
Essi facilitano la formazione di un’identità genitoriale finalizzata ad una scelta consapevole e responsabile della maternità e della paternità, favorendo la capacità dei genitori di relazionarsi con gli altri e con l’ambiente circostante, stimolando la capacità di organizzazione e l’autonomia di ognuno, nonché l’elaborazione e la conduzione di propri progetti di vita in armonia con il proprio ruolo genitoriale.
Il servizio di supporto alle famiglie e alle reti familiari offre le seguenti prestazioni: sostegno alla famiglia e alla genitorialità; percorsi di orientamento e informazione per genitori con figli minori; consulenze specialistiche socio-psico-pedagogiche a genitori, coppie, minori e adolescenti; potenziamento e valorizzazione dei servizi offerti dai consultori familiari; organizzazione e promozione di sportelli per il sostegno alla relazione genitori/figli; sostegno e assistenza agli insegnanti nella programmazione delle attività scolastiche extra-curriculari; assistenza psico-sociale e ascolto rivolto alle giovani coppie e ai neo-genitori; attività di informazione e prevenzione sulle malattie sessualmente trasmesse e sulle patologie genetiche; azioni di informazione e sensibilizzazione in ambito scolastico.
Il servizio di sostegno alla famiglia e alla genitorialità deve essere prestato da un’équipe integrata di professionalità che, secondo le rispettive competenze, comprende psicologo, pedagogista, educatore professionale e assistente sociale.
L’Ambito Territoriale utilizza modalità di affidamento a soggetti terzi attraverso gara ad evidenza pubblica; la cooperativa aggiudicataria garantisce il personale qualificato richiesto dal bando e il numero di ore necessarie all’espletamento del servizio.
Il modello operativo è basato sul mettere al centro la famiglia stessa, unione di persone e relazioni, di bisogni, risorse e limiti, in cui la valutazione e la rilevazione dei bisogni devono essere sempre un intervento circolare tra individuazione, partecipazione attiva e cambiamento.
Come definito dal LEPS, il potenziamento del lavoro in sinergia con le istituzioni, la mediazione familiare, le consulenze psicologiche, lo spazio neutro e il lavoro delle équipe multidisciplinari degli stessi servizi rappresentano strumenti utili e indispensabili per prevenire gli allontanamenti dei minori dalle famiglie di origine.